Domande & Risposte


A cosa serve il comando lsusb?

Lsusb è un utility che nei sistemi GNU/Linux permette di conoscere alcune informazioni sui dispositivi usb collegati alle porte USB.

Da utente root o con il comando sudo scrivete:

#lsusb

In relazione a tale comando le opzioni più utilizzate sono le seguenti:
-v) Utilizzata normalmente affinchè nell’output compaiano più informazioni.
-s) Richiesta per visualizzare soltanto i numeri di bus e del dispositivo.
-t) Visualizza una struttura ad albero.

A cosa serve il comando pipe “|”?

In alcuni casi bisogna passare l’output di un comando ad un altro comando e non ad un file come per l’operatore di redirezione. Per far ciò, si utilizza il comando pipe “|”.

#sort elenco.txt | more

Nella riga precedente abbiamo utilizzato il comando pipe per “legare” la visualizzazione dell’ordinamento alfabetico delle righe del file elenco.txt (dato dal comando sort) al comando more che visualizza pagina per pagina l’elenco.

Il comando cat può essere utilizzato per combinare 2 files?

Si, normalmente il comando cat viene utilizzato per visualizzare il contenuto dei files, ma ufficialmente il nome cat sta per “concatenate” e può essere usato per combinare l’output di due e più files nel modo seguente:

# cat primofile.txt secondofile.txt terzofile.txt > filecombinati.txt

Con l’aiuto dell’operatore di redirezione si sono combinati i file primo, secondo e terzo in un unico file dal nome filecombinati.txt.

Ricordo, che il comando cat con le opzioni seguenti determina una visualizzazione differente.
-n) Aggiunge i numeri alle righe.
-b) Aggiunge i numeri alle righe solo dove è presente del testo.
-s) Non considera le linee vuote.
-E) Aggiunge un simbolo $ alla fine della riga

Ecco come visualizzare le ultime 10 righe di un file!

Da terminale basta utilizzare il comando tail che visualizza le ultime 10 righe di un file come di seguito descritto:

#tail file.txt

con l’opzione -n unita al comando tail si possono visualizzare uno specifico numero di righe come di seguito descritto:

#tail -n 3 file.txt

Nel caso precedente al comando tail è stata aggiunta l’opzione 3 che visualizza le ultime tre righe del file file.txt

A cosa server lo stream standard error?

Linux, oltre allo stream di output normale prevede anche lo stream standard error. Normalmente, i messaggi di errore vengono inviati insieme all’output normale, ma in caso si volesse per qualche ragione ottenere un file degli errori indipendente dall’output standard, bisognerebbe implementare una nuova modifica all’operatore di redirezione. Normalmente, il canale di redirezione standard opera sul canale 1, mentre per fare in modo che l’operatore di redirezione operi sul canale degli errori standard bisogna far precedere all’operatore di redirezione il numero 2.

Esempio:

# cat file_che_non_esiste 2> errore.txt

Nell’esempio qui sopra, abbiamo interrogato un file che non esiste con il comando cat e l’errore non è stato visualizzato ma salvato sul file errore.txt. Se non avessimo posto il numero 2 prima del simbolo di redirezione avremmo ottenuto in output il messaggio di errore.

A cosa serve il comando tee?

Il comando tee viene utilizzato da shell GNU/Linux per visualizzare il risultato di un comando a video, e per salvare allo stesso tempo su un file o più file lo stesso risultato.

# cat /etc/resolv.conf | tee outresolv.txt

Il comando utilizzato nella riga precedente visualizza l’ouput del file resolv.conf e allo stesso tempo grazie al comando tee lo salva nel file outresolv.txt

Se si vogliono aggiungere altri risultati al file outresolv.txt basta far seguire il comando tee dall’opzione -a.

Quale programma utilizza man per la visualizzazione?

Il comando man è utilizzato per visualizzare una o più pagine di informazioni di aiuto. Esso, usa il programma less per visualizzare una pagina alla volta. Per andare avanti nelle pagine si utilizza il tasto “SPACE” o barra dello spazio. Il tasto “ESC” seguito da una “V”per tornare indietro di una pagina , i tasti frecce per andare su e giu linea per linea e il carattere “/” per trovare una parola all’interno del testo e infine il tasto “Q” per uscire dal visualizzatore.

A cosa server il file fstab?

Date le numerose partizioni presenti in un sistema GNU/Linux e la gerarchia delle stesse, Il file /etc/fstab permette di “montarle” automaticamente in fase di avvio (boot). Il file fstab è un file testo che presenta sei campi come di seguito descritto.
Il primo campo o device specifica la partizione del filesystem, per esempio /dev/hda1 o /dev/hda2. Il secondo campo o mount point indica quale directory del filesystem deve essere montata, per esempio la root / o la /boot. Il terzo campo specifica il tipo di filesystem per esempio ext2, swap, nfs, iso9660(CDROM) e altri ancora. Il quarto campo contiene le opzioni per il filesystem specificato nel campo precedente. Il quinto campo fa riferimento al programma dump che permette di effettuare un backup della partizione e il valore 1 imposta il backup. Infine, l’ultimo campo è utilizzato dall’utility fsck nei valori 0,1,2 ove, il valore 0 indica che non bisogna effettuare un check del filesystem, mentre i valori 1 e 2 specificano un check dei filesystem di root (opzione 1) e poi dei seguenti (opzione 2).

A cosa servono le partizioni?

Servono esclusivamente per organizzare in modo logico i dati nel disco fisso e vengono create durante il processo di installazione del sistema operativo automaticamente o manualmente.

Le partizioni sono organizzate come uno schema ad albero, ove in cima trova posto la partizione di root (/). Seguono comunemente le seguenti partizioni:

1) Partizione di boot (utilizzata per l’avvio del sistema operativo).
2) Partizione di home (utilizzata per le directory degli utenti).
3) Partizione di swap (utilizzata come memoria virtuale aggiuntiva).

Per creare o modificare le partizioni vengono utilizzati comunemente tre tools:

1) Fdisk (Windows)
2) Cfdisk (Debian)
3) Disk Druid (Red Hat)

Che cosa significa YUM?

YUM è l’acronimo di Yellowdog Updater Modified ed è un applicazione (packet manager) che offre la possibilità di installare, rimuovere ed aggiornare i pacchetti di un sistema GNU/Linux. L’utilizzo è abbastanza semplice ed è simile a RPM (Red Hat Package Manager) tranne per il fatto che YUM gestisce tutte le dipendenze “autonomamente”.

Il file di configurazione è presente al percorso /etc/ e si chiama yum.conf, e normalmente l’aggiunta o la rimozione dei “repositories” viene effettuata all’interno della directory /etc/yum.repos.d.

Con il seguente comando da terminale si esegue la visualizzazione di tutti i pacchetti installati nel sistema:

#yum list

Con l’utilizzo del filtro | more si ottiene un elenco pagina per pagina:

#yum list | more

Se invece, si vuole ottenere delle informazioni specifiche su un pacchetto o applicativo basta scrivere da terminale il seguente comando:

#yum list nomeapplicazione

ove nomeapplicazione sta per il nome dell’applicazione o il pacchetto specifico chiave della nostra ricerca.

Ad esempio:

#yum list sendmail

#yum list samba

Che cos’è SNORT?

Snort è un programma che permette di analizzare i pacchetti presenti in rete e confrontarli con altri contenuti in un database ritenuti pericolosi (il database di appoggio normalmente è MySQL).

Snort è un IDS (Intrusion Detection System) ed è quindi in grado di imparare a riconoscere nuovi attacchi e di rilevare attività di “port scan”.

Inoltre, esso può segnalare all’amministratore di rete tutte quelle attività identificate come possibili minacce per il sistema.

Il sito di riferimento per snort è http://www.snort.org

Comando cp e sovrascrittura

Com’è possibile eliminare la domanda di sovrascrittura di un file durante la copia?

Per prima cosa da riga di comando digitare:
type cp

se l’output è il seguente:
cp is aliases to ‘cp-i’

allora basta digitare unalias cp

In questo modo la domanda di sovrascrittura durante la copia non viene più richiesta.

A cosa serve il superblock?

Il superblock (o superblocco) è la prima parte di informazioni scritta nel blocco 1 di una partizione. In questo blocco vengono registrate le geometria del disco, la quantità di spazio disponibile e cosa molto importante la posizione del primo i-node. Senza il superblock un filesystem presente in un disco è assolutamente inacessibile. Data l’importanza di tale blocco delle copie vengono effettuate a intervalli regolari nel filesystem e normalmente ogni 8192 blocchi. L’utility fsck, in caso di problemi con la lettura del superblocco utilizza le copie sparse nel filesystem per ripristinare il sistema ad una situazione normale.

Come “testare” l’installazione di un pacchetto RPM?

Con la seguente sintassi si può effettuare un test di installazione del pacchetto RPM:

rpm –install –verbose –hash –test xxxxxxx (dove xxxxxxx è il nome del pacchetto).

Come aggiungo un utente in ambiente GNU/Linux?

Per creare un utente dal nome e cognome Mario Verdi e con il nome di login mariov da linea di comando digitare:

useradd -c “Mario Verdi” mariov

Per la impostare la password di mariov digitare sempre da linea di comando:

passwd mariov

A questo punto inserite la password scelta

Come faccio a recuperare i miei dati?

In ambiente GNU/Linux vi sono moltissimi strumenti di recupero dati, tra i quali esiste un LiveCD dal nome SystemRescueCD scaricabile dal sito http://www.sysresccd.org. Con tale strumento si possono recuperare i dati da partizioni(ext2, ext3 e così via), volumi logici (LVM), e sistemi RAID (RAID 1 software e via dicendo). Se però non riuscite a recuperarli vi consiglio di collegare il disco danneggiato ad una distribuzione funzionante e provare ad installare (montare) il disco e visualizzare di conseguenza i dati persi.

Come faccio ad uscire da fdisk senza applicare nulla?

Fdisk non scrive nulla sul disco fino al momento in cui non si digita l’opzione w. Utilizzando l’opzione q si esce senza che il programma confermi le modifiche fatte su disco. Quindi, se per qualche motivo avete utilizzato fdisk, ma non avete confermato le modifiche, un bel q vi risparmierà il disastro sul disco.

Come faccio a salvare le informazioni del comando ifconfig?

Da terminale, con utente di root o sudo basta digitare ifconfig > file.txt dove il simbolo “>” è l’operatore che salva l’output del comando ifconfig nel file.txt eliminando il contenuto precedente. Se per qualche motivo, non si vuole cancellare il contenuto precedente del file.txt basta utilizzare al posto dell’operatore “>” il simbolo “>>”.

Come faccio a vedere i moduli del Kernel installati?

Bisogna utilizzare dal terminale il comando lsmod, e magicamente appariranno tutti i moduli installati nel Kernel. Da utente root o utilizzando il comando sudo digitate:

#lsmod

Quasi magicamente vi apparirà una lista moduli installati. Inoltre, lo stesso risultato lo possiamo ottenere con il comando:

#cat /proc/modules

Come installare un nuovo pacchetto RPM?

Da riga di comando utilizzare il seguente comando:

rpm -i nomepacchettodainstallare.rpm

Ovviamente, prima di installare il pacchetto sarebbe opportuno simulare l’installazione e quindi utilizzare il seguente comando:

rpm –install –verbose –hash –test nomepacchetto.rpm

Come faccio ad uscire da fdisk senza salvare le modifiche?

Premendo il tasto “q” si esce dal programma senza salvare alcuna modifica, mentre utilizzando il tasto “w” si apportano / scrivono le modifiche su disco.

Come ottenere informazioni da un pacchetto rpm?

Con il seguente comando ottengo delle info dal pacchetto rpm:

rpm -qi xxxx (dove xxxx è il nome del pacchetto).

Es: rpm -qi ant

Come fare il backup del Master Boot Record?

Per fare il backup del Master Boot Record del vostro disco fisso e copiarlo nella vostra home directory utilizzate il comando dd con la seguente sintassi:

dd if=/dev/hda of=~/mbr.txt count=1 bs=512

Il comando appena digitato assume che il vostro hard disk sia il dispositivo /dev/hda, si debba effettuare una sola copia (count=1) di 512 bytes (bs=512) e la copia venga fatta dal /dev/hda (if=/dev/hda) alla directory /home (of=~/mbr.txt).

Se volete sostituire il Master Boot Record (MBR) con la copia salvata precentemente non dovete far altro che digitare il seguente comando:

dd if=~/mbr.txt of=/dev/hda count=1 bs=512

Come si articola la struttura di un pacchetto Debian?

La struttura di un pacchetto Debian si struttura nel modo seguente:

pinko_VVV-RRR_AAA.deb

Dove pinko rappresenta il nome del pacchetto, VVV è il numero di versione, RRR è il numero di revisione e infine AAA indica l’architettura.

Facciamo un esempio: parted_1.4.24-4_i386.deb.
Parted è il nome del pacchetto, 1.4.24 è la versione, 4 la revisione e infine i386 l’architettura per cui è stato compilato.

Come si articola la struttura di un pacchetto RPM?

Come per i pacchetti Debian anche i pacchetti RPM sono strutturati alla stesso modo, e quindi compare il nome del software, il numero di versione, il numero di revisione e il tipo di architettura per cui sono stati compilati (per esempio i386).

Per quanto riguarda il numero di versione questo campo spesso viene utilizzato per indicare per quale distribuzione è stato sviluppato. Ad esempio: fc6 (Fedora Core 6), rhl8 (Red Hat Linux 8) e via dicendo.

Per cui in sintesi la struttura è la seguente:

nome-VVV-RRR.AAA.rpm
dove nome è il nome del pacchetto, VVV è il numero di versione, RRR è il numero di revisione e infine AAA è il tipo di architettura.

Ad esempio:

prova-0.96-3.i386.rpm

Come termino un processo da riga di comando?

La prima cosa da fare è individuare il processo che si vuole terminare e in particolare il numero di PID (numero univoco attruibuito ad ogni processo) identificabile con il comando ps aux o top. Successivamente, si utilizza il comando kill per terminare il processo, ad esempio:

# kill -9 XXXXX

ove XXXXX sta per il numero PID che si vuole terminare immediatamente.

Con quale hardware posso installare GNU/Linux?

Linux normalmente riconosce quasi tutto l’hardware comune. Comunque per verificare se l’hardware è supportato dalla vostra distribuzione GNU/Linux, oltre ai link presenti nei siti delle distribuzioni potete consultare il seguente indirizzo internet:
http://www.tldp.org/HOWTO/hardware-HOWTO/

Con quale utility riesco a localizzare un file eseguibile?

Con il programma which si riesce a determinare la posizione del file eseguibile del comando oggetto di ricerca.

Ad esempio:

# which ls
/bin/ls

o

# which sendmail
/usr/sbin/sendmail

La ricerca di which è effettuata all’interno della PATH dell’utente che esegue la ricerca.

Cosa si intende per pacchetto in una distribuzione Debian?

Per Debian esistono essenzialmente due tipi di pacchetti: i pacchetti binari e i pacchetti sorgente. I primi vengono distribuiti in un formato specifico normalmente con estensione .deb e possono essere decompressi con l’utility a riga di comando dpkg.
I secondi contengono un file .orig,tar.gz che a sua volta contiene un file del sorgente originale in un formato gz e un file .diff.gz che contiene tutte le modifiche apportate al file originale, e un file .dsc che descrive il pacchetto sorgente.

Cosa contiene il file /etc/group?

Normalmente il file “group” contiene i seguenti campi: nome del gruppo, password, GID, utenti appartenenti al gruppo.

Di seguito un esempio:

gruppo1:x:501:admin,megalinux

Ogni campo è separato dal carattere due punti. Leggendo la riga di esempio, il primo campo “gruppo1” rappresenta il nome del gruppo, il secondo campo, se la distribuzione utilizza le shadow passwords, è una “x”, il terzo campo è il numero del gruppo o ID e infine nell’ultimo campo sono visualizzati i membri del gruppo separati da una virgola.

Cosa devo verificare se voglio cancellare un gruppo?

Si deve per prima cosa verificare che nessun utente abbia come default il gruppo che si deve eliminare e in seguito verificare che nessun file o directory abbia come gruppo proprietario il gruppo che si sta eliminando.

Normalmente, è meglio utilizzare il comando groupdel perchè questo verifica se qualche utente ha questo gruppo come primario.

Inoltre, è’ necessario per assegnare un altro gruppo a quei file o directory che resterebbero orfani, dopo la cancellazione del gruppo, utilizzare il comando chown o chgrp.

Cosa significa Kernel Modulare?

I Linux kernel moderni sono modulari nel senso che i moduli sono separati dal kernel stesso e possono essere aggiunti o rimossi dal superuser (root) quando necessario.

Con il comando lsmod digitato da terminale possiamo sapere quali sono i moduli installati.

Se necessario, con il comando insmod nomemodulo possiamo aggiungere al kernel il nuovo modulo.

Ad esempio:
#insmod msdos

Per rimuovere il nuovo modulo appena installato basta digitare il comando rmmod msdos

Cosa sono gli i-nodes?

L’i-node è una struttura di controllo che punta ad un blocco dati o ad altri i-node. Le informazioni che l’i-node utilizza sono il proprietario, i permessi, la data e l’ora dell’ultimo accesso, la data e l’ora della creazione e altri ancora. L’unica cosa che l’i-node non conserva è il nome dei file e i dati del file. In poche parole, gli i-nodes sono dei collegamenti indiretti ai file del nostro filesystem e ne permettono una prima e semplice indicizzazione.

Dove posso scaricare i codici sorgenti del Kernel?

Dal sito www.kernel.org potete scaricare il codice sorgente del kernel che vi interessa.

Dove sono le informazioni degli utenti?

Un sistema GNU/Linux mantiene tutte le informazioni degli utenti in più files di testo e rispettivamente passwd, group, shadow. Ciò, permette la modifica utilizzando degli editor come vi.

Il file passwd presente all’interno della directory etc contiene le seguenti informazioni:

Username:password:UserID:GroupID:GECOS:Directory:Shel
Un esempio di una riga del file passwd è il seguente:

ruggero:*:500:500:ruggero:/home/ruggero:/bin/bash

Il file group presente all’interno della directory etc contiene le seguenti informazioni:

NomeGruppo:PasswordGruppo:GroupID:membri del gruppo.

Un esempio di una riga del file group è il seguente:

tecnici:x:1:root,ruggero,marco,piero

Infine non resta che il file shadow presente nella directory etc che contiene le seguenti informazioni:

NomediLogin:Passwordcrittografata:giornocambiopassword:giornichemancanoalcambiamentopassword:giornidopocuiènecessariocambiarelapassword:giornichemancanoallascadenzadellapassword:igiornidopocuiaccountspirainvirtudellascadenzapassword:igiornidal1gennaio1970dacuiaccountèscaduto:uncamporiservato.

Ovviamente, ogni campo è separato dal segno :.

Un esempio di una riga del file shadow è il seguente:

ruggero:3478374wueiweiuwirwoioriwrwe:12830:0:98999:7:::

Dove sono memorizzati gli utenti e i gruppi?

Un tempo tali informazioni erano presenti soltanto nei due file /etc/passwd ed /etc/group, ora invece sono stati aggiunti i file /etc/shadow ed /etc/gshadow. Inoltre, con l’utilizzo del Name Service Switch e l’autenticazione PAM si possono utilizzare le modalità più disparate. Comunque, ancor oggi i primi due file sono utilizzati dalla maggior parte degli utenti.

Dove trovo la documentazione dei programmi?

La documentazione si trova normalmente all’interno della directory /usr/share/doc. Ovviamente, oltre a questo tipo di aiuto potete sempre digitare da terminale il comando man nomeprogramma come di seguito:

#man squid

In questo modo vi apparirà una pagina di aiuto in cui vi sono numerose informazioni.

In quale file posso modificare il runlevel?

Solitamente, il runlevel (o livello di avvio del sistema) si può modificare nel file /etc/inittab. Per verificare quale runlevel sta utilizzando il vostro sistema GNU/Linux da terminale e utente root digitate il seguente comando:

# grep “^id:” /etc/inittab

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